collana:      
 
Il rosso e il nero
     
 
     
Titolo: Melodien. La musica del diavolo.
Autore:
Helmut Krausser

Pagine: 816
Prezzo: 15,50 euro
Romanzo
Legatura: brossura
Isbn: 88-7899-124-4
In libreria: 28 giugno 2007

leggi un estratto
Versione PDF
     
 

"Per la complessità e l'accuratezza storica di questo capolavoro assoluto, Krausser è spesso paragonato a Umberto Eco". Wikipedia

Un opera totale. Il romanzo dell'anno.

 
           
 

L'autore
Helmut Krausser è nato a Esslingen nel 1964 e vive a Monaco di Baviera.
È tra i maggiori autori tedeschi contemporanei.
In Italia ha pubblicato Il Falsario (Einaudi, 2002) e Il Grande Bagarozy (Barbera, 2006).
Melodien è considerato il suo capolavoro



 
Il libro
Un alchimista fiorentino assassinato nel 1531.
Un fotografo tedesco alla ricerca delle Melodie di Castiglio tropator, musiche “magiche” in grado di esercitare un potere ipnotico su chi le ascolta. La grandiosa bellezza della scrittura di Krausser, uno dei più raffinati narratori contemporanei.

L’errore di un fattorino, che nei giorni convulsi del Palio consegna una lettera misteriosa al fotografo Alban Täubner in un albergo senese, fa precipitare quest’ultimo in una straordinaria avventura. Egli finirà letteralmente per “rivivere” la storia delle Melodie dell’alchimista Castiglio, musiche demoniache che sconvolsero la musica religiosa e, con essa, il potere papale. Sarà Täubner, iniziato dal professor Krantz, vero destinatario della lettera, a dover andare in fondo al mistero. Ma non sarà né semplice né indolore. Dovrà addentrarsi nei cunicoli di un’epoca lontana ma niente affatto sepolta, e nella vita del castrato Marc’Antonio Pasqualini, ultimo erede dei tropoi, per scoprire che il segreto dei segreti è celato nientemeno che nella Cappella Sistina. Un romanzo colossale che lascia senza fiato, un’opera tra le più “totali” della letteratura contemporanea, una grandiosa riscrittura del mito di Orfeo, ma soprattutto un’ode all’arte, o meglio alla più magica delle arti: quella musica che “si ispira a Dio per poi allontanarsene, e che ricrea la bellezza in seno al dolore umano e al mistero della vita”.