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Il libro
Nono dei romanzi polizieschi di S.S. Van Dine, Mistero in casa Garden si distacca completamente dal classico giallo, inserendo degli elementi innovativi. Lo stile utilizzato sembra contraddire le regole del Credo dello scrittore. E il finale è tra i più emozionanti e coinvolgenti tra quelli dei libri dello scrittore.
Floyd, figlio di un famoso chimico, si riunisce con i suoi amici nell’attico di New York per ascoltare i risultati delle corse dei cavalli. Il detective Philo Vance riceve un messaggio anonimo con un invito a partecipare alla riunione il giorno in cui il cugino di Floyd, Swift, ha scommesso su un cavallo. Quel cavallo perde e lui si suicida, o almeno così sembra, perché ci sono tutti gli elementi che fanno credere il contrario facendo sospettare che ci
siano molti lati oscuri che devono essere svelati.
Eventi tragici, spazi che si comprimono e tempi che si dilatano, sono questi gli elementi che rendono il giallo un caso unico nel suo genere.
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L'autore
Prima di diventare S.S. Van Dine, Willard Huntington Wright era un brillante intellettuale newyorkese, laureato alla Harvard University, noto come giornalista e raffinato critico d’arte, collaboratore delle migliori testate dell’Est e autore, a 28 anni, di un romanzo sperimentale, The man of promise, che i critici giudicarono con grande favore. All’età di 35 anni, Willard Huntington Wright si ammalò di tubercolosi e, costretto a letto, i medici gli consigliarono vivamente di abbandonare il lavoro, e di dedicarsi a letture “amene" come il romanzo poliziesco. L’argomento lo appassionò a tal punto, che Wright decise di scrivere una “storia del giallo”, e di lì a breve, si cimentò egli stesso nel genere con un romanzo, La strana morte del signor Benson pubblicato con lo pseudonimo S.S. Van Dine, in cui per la prima volta si affacciava sulle scene della detective story l’esteta, intellettuale, aristocratico, snob, cultore d’arte e di molto altro ancora: Philo Vance.
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