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Il libro
Nel museo privato dell'egittologo Mindrum Bliss, viene trovato il cadavere del filantropo Benjamin H. Kyle con il cranio fracassato dalla statua di Sakhmet, Dea della vendetta egizia. Donald Scarlatt, assistente di Bliss, coinvolge nell'indagine PhiloVance, suo amico sin dai tempi del college, affiancato come sempre da Ernest Heath, della squadra omicidi. Per quest'ultimo non ci sono dubbi: Mindrum Bliss è l'assasino. Ma la vita, osserva Vance, non è mai semplice, né i fenomeni della realtà si presentano in forma razionale. Come ama ripetere il raffinato e aristocratico detective newyorkese, una sola cosa è certa: «La spiegazione ovvia è spesso quella sbagliata» e su tutti, è La Dea della vendetta il romanzo che più avvera questa informazione.
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L'autore
S.S. Van Dine Prima di diventare S.S. Van Dine, Willard Huntington Wright era un brilalnte intellettuale nweyorkese, laureato alla Harvard University, noto come giornalista e raffinato critico d'arte, cllaboratore con le migliori testate dell'Est e autore, a 28 anni, di un romanzo sperimentale, The man of promise, che i critici giudicarono con grande favore. All'età di 35 anni, Willard Huntington Wright si ammalò di tubercolosi e, costretto a letto, i medici gli consigliarono vivamente di abbandonare il lavoro, e di dedicarsi a letture "amene" come il romanzo poliziesco. L'argomento lo appassionò a tal punto, che Wright dcise di scrivere una "storia del giallo", e di lì a breve, si cimentò egli stesso nel genere con un romanzo, La strana morte di Benson pubblicato con lo pseudonimo si S.S. Van Dine, in cui per la prima volta si affacciava sulle scene della detective story l'esteta, intellettuale, aristocratico, sonb, cultore d'arte e di molto altro ancora: Philo Vance.
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